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Golran e l’imbarazzo di Aladino tra tappeti persiani e favole da calpestare.

Ad Aladino bastava il suo tappeto per conquistare il mondo. Fili intessuti ad arte fendevano l’aria verso sempre nuovi orizzonti, realizzando fantasie e sogni di mete future. Per Golran la vera conquista è il mondo sotto i piedi. In ogni tappeto. 

Così, a Mashad, nell’antica Persia Hajizadeh Golran, bisnonno di Eliahu, Elia, Benjamin e Nathan – generazione che rende oggi onore ai padri Nemat e Ruben, cominciò a commerciare immaginari fantastici tessuti in tele magiche, opere d’arte che tutti chiamavano tappeti. Tappeti Gorlan. Era il 1898 quando la famiglia Golran decise di voler incidere la grammatica dell’immaginario nei tessuti favolosi. I loro libri erano di morbida tela, cotone e filati pregiatissimi, mentre le matite e gli strumenti di scrittura erano pregiatissimi materiali mossi dalla sinuosità delle macchine per la tessitura manovrate da certosini artigiani.

Dagli antichi Bazar ai più moderni mercati europei. da sempre, la storia dei tappeti Golran è una storia di famiglia, connotata dalle stesse passioni che si tramandano per tradizione che si converte presto in vocazione ed è ciò che ha consentito all’azienda Golran di diventare una delle aziende più accreditate e rinomate nell’ambito tessile e dei tappeti.

Molti cieli limpidi e sereni furono sorvolati dai tappeti Golran prima del 1968, anno in cui l’azienda decise di conquistare l’Italia con i propri tessuti, stabilendosi nella patria dell’arte e nella culla della cultura che accolse con entusiasmo le opere firmate Golran. Artisti, designer d’interni, architetti ed intenditori d’arredamento o semplici amanti del bello accorrono ancora oggi sui navigli, a Milano, dove si trova lo scrigno contenente i sede del magazzino 20mila pezzi, showroom inaugurato in autunno in via Pontaccio, punto di riferimento del design milanese in zona Brera.

 

Da anni l’azienda Golran è partner di Virginio La Rocca, intenditore perito che non ha potuto rinunciare ad arricchire la sua collezione di opere tessili con tali pregiati gioielli su cui camminare e sentirsi re e regine della propria casa. Virginio La Rocca, in anni di esperienza, ha coltivato e diffuso il culto per i tappeti e le creazioni Golran, valorizzando ogni singolo motivo, ogni minimo intarsio di tessuto aggiungendovi il valore della personalizzazione.

La filosofia che anima da sempre l’Atelier Virginio La Rocca si basa sul concetto fondamentale della singolarità. Così come ogni tappeto Golran è un pezzo unico, anche gli ambienti che riflettono la personalità di chi li vive sono dei microcosmi singolari che meritano ogni attenzione per poter accogliere e soddisfare i desideri di chi li abita.

Elihau narra la leggenda come di un imperatore persiano, padrone di un ineguagliabile tesoro indiano, che diede il compito di custodire ad alcune famiglie ebraiche. Così, tra miti e leggende, nasce la storia della famiglia Golran, fondata sull’arte della tessitura di tappeti, che, proprio come le favole, narrando di colori, motivi, simboli, geometrie si impregnano di potenti portati semantici ad altissima densità significante: costellazioni di simboli e tradizioni, Elihau racconta di come «per i tappeti classici iraniani ci si metteva anche cinque o sei anni: un pezzo di vita, dovevano avere valore. Per i tappeti contemporanei si è passati a cinque mesi».

La storia della famiglia Golran è una storia di tappeti che plana sulle trame ed i motivi tipici dell’era Classica, persiana ed internazionale, per approdare verso orizzonti futuristici o contemporanei nella fervida produzione localizzata in maniera preponderante in Nepal.

Il processo creativo coinvolge menti brillanti di visionari designer e architetti, senza mai rinunciare alla celebrazione dell’Iliade familiare che ha fondato la genesi dell’azienda di tappeti attraverso la diaspora del secolo breve.

I padri fondatori dell’azienda Gorlan vantavano natali in Iran; negli anni Sessanta si trasferirono a Milano, una delle capitali per il commercio di opere di architettura e design, come di tessuti d’arredamento. Oggi i tappeti Golran viaggiano con disinvoltura sui cieli internazionali, partendo dall’Italia per approdare e contaminare in una sintesi superiore l’architettura ed il design Russia, Cina, Usa.

Attualmente sono due le aste di tappeti antichi principali, mentre in passato arrivavano ad almeno sei, ma nonostante il settore del tappeto abbia subito notevoli cambiamenti si assiste ad una rinnovata richiesta che coinvolge gli ambiti più disparati, dalle passerelle di moda agli uffici fino alle dimore private.

Il fiore, caratteristico emblema del tappeto persiano, è assurto a metafora del lusso dagli anni 60 fino agli anni 90-2000, evolvendosi fino all’olimpo dei tappeti, mentre il tappeto di media caratura è andato dissolvendosi tra i pezzi meno richiesti. La continua ricerca della qualità e la scelta che prima scaturiva da una filosofia aziendale Golran, oggi si inserisce all’interno di un progetto di design d’interno molto più ambizioso, derivante anche dal cambiamento degli interlocutori con cui i Golran si trovano ad interfacciarsi.

Oggi la principale richiesta deriva da architetti ed esperti come Virginio La Rocca o assecondano le richieste di architetti, designer e privati filtrandole attraverso la propria esperienza e la propria perizia, perché alberghi, ristoranti, case eleganti possano trovare il giusto “abbigliamento” in grado di farli risplendere.

Così come si sono evoluti i gusti e gli stili d’arredamento, sempre più ibridati e soggettivi, anche i tappeti Golran hanno saputo cogliere e metabolizzare gli stimoli ed i sussurri di cambiamento nell’interior design. Fedeli e memori del percorso intrapreso, senza mai rinnegare le origini, i tappeti Golran sono stati in grado di fondere la tradizione dei pezzi annodati a mano e dell’altissimo pregio dei materiali quali lana, rete, lino, cactus, seta di bambù, cashmere, con le più innovative tecnologie di lavorazione e gli scenari dell’arredamento più contemporanei.

Sotto quest’aura è nata, nel 2008, la collezione Carpet Reloaded: tappeti orientali del XX secolo valorizzati e resi unici da molteplici processi di decolorazione e di ricolorazione (Decolorized) o di nuovi assemblamenti (Patchwork), che li ha portati a mutare sembianze e prospettive cromatiche fino a raggiungere l’apice dell’avanguardia nel design.

Ma il 2008 ha anche segnato un’altra tappa fondamentale per Golran, quella dell’impresa editoriale parallela al collezionismo ed al commercio di tappeti di stampo più classico, sempre attento ai pezzi rari. Due anni dopo non si è fatta attendere l’innovativa direzione parigina dello studio Francesca Avossa che ha saputo coltivare e rendere florido il coté imprenditoriale Golran con sempre nuovi ed innovativi progetti. Figli di questa sfida continua sono le collaborazioni con Isabella SodiBertjan PotRaw EdgesInga Sempé, grandi geni dell’arte dell’interior design che hanno prestato il proprio impeto, sensibilità ed estro craetivo alle trame ed agli orditi Golran lavorando sulla ricerca dei materiali, sui metodi di tessitura, sui colori.

 

Suggestioni ed evocazioni si infondono nell’atmosfera total white dello showroom di via Pontaccio, dove i tappeti sono esposti come opere d’alta maestria, le scale in ottone ricordano le botole degli antri artigiani, le cassettiere in lingotto di rame sprigionano ricordi e memorie di antichi racconti, mentre la libreria a parete conferisce charme e incanto al placement liberamente ispirato alla figura del mercante caratteristica dei tappeti reloaded, ristrutturato dallo studio di architettura Storage Associati con l’art direction di Francesca Avossa.

Altro marchio dell’arredamento luxury, Moroso, si è avvalso dei tappeti Golran per i setting e per la realizzazione di pouf e poltrone di sicuro successo.

Dal connubio tra esperienza e continua ricerca nascono le collezioni di tappeti contemporanei, originali che hanno trovato subito un forte consenso tra il pubblico come tra i progettisti, architetti e i designer, come dimostra il fedele matrimonio con Virginio La Rocca e gli eredi Golran.

Creatività e sperimentazione, avanguardia e trendsetting cono le caratteristiche fondamentali della collezione Carpet Reloaded che reinterpreta l’arte dei tappeti orientali della prima e della seconda metà del‘900 con tecniche innovative. I processi di ditessitura si rispecchiano nei lidi del contemporaneo traslandosi nella decolorazione e successive ritinture monocromatiche che danno ai tappeti una nuova veste, mentre impatto emotivo, sospeso in una dimensione atemporale e suggestioni derivanti dalla flora terrestre connotano la collezione Memories, disegnata per Golran dall’artista e designer fiorentina Isabella Sodi che, tra interior design e alta moda, ha saputo trarre spunto dalle origini nepalesi e bilanciare con finezza cromatica e decorativa i bianchi del gesso e della calce; i grigi dell’argilla e dell’ardesia, del quarzo e dell’onice; gli azzurri polverosi dell’agata e quelli decisi del lapis, i rossi che sfumano dal corallo all terracotta; verde sia come giada che come smeraldo; i toni dorati dell’ambra e del topazio, i bruni come torba e fango fino al nero dell’ebano e dell’ematite: trasparenti e opalescenti nella brillantezza della seta, del bamboo e della soia; opachi e profondi nella lana e nel lino; naturalmente imperfetti nelle lane-non-tinte e volutamente imperfetti negli abbrash eseguiti manualmente in una commistione di fibre e tessiture dove l’imperfezione si fa fascino e calore del lavoro umano.

 

Anche Shadows, figlia della stessa mente, unisce le tecniche di tessitura e annodamento più disparate degli artigiani orientali per creare dei tappeti monocromatici minimal contemporanei in lana e seta, cangianti come la coda di una sirena, camaleontici come i sogni.

 

Sofisticata e seducente è invece Triangles, la collezione a cura di Bertjand Pot composta da una gamma di quattro diversi modelli di tappeti realizzati con la tecnica di lavorazione del Klim, forgiati da lane preziose, sete e materiali naturali enfatizzate dalle caratteristiche linee diagonali e orizzontali. Il Leit Motiv è il triangolo ripetuto in loop come lettera di un alfabeto segreto che solo chi ama l’arte è in grado di tradurre nelle griglie di pattern diversi che mutano in rombi ed esagoni, come in un caleidoscopio intreccio. L’effetto ottico, omaggio all’arte del tappeto persiano, s’ispira all’arte lenticolare dell’artista Yaacov Agam che, al pari di Victor Vasarely, ha rivoluzionato il mondo della
percezione ottica nell’arte, mutevole come lo specchio d’acqua di un lago, “agam” in ebraico.
La collezione è stata selezionata per alcuni importanti riconoscimenti, tra cui l’Elle Decoration International Design Awards 2015, l’Architizer A+ Awards 2015 e il Delux Let’s Colour 2015. Inoltre è stata nominata nella categoria Best British Patterns degli Elle Decoration British Awards 2014.
La collezione Lake ha vinto il Wallpaper Design Award 2015 nella categoria Best Optical Illusion.

 

Una delle ultime arrivate in casa Golran è Meteo, evanescente poesia frutto della mente dalla designer francese Inga Sempé, reinterpretazione contemporanea del tappeto persiano classico.
Sfumature e geometrie si coniugano, in Meteo, in motivi degni della tradizione pittorica del puntinismo, tramite l’intreccio di fili colorati di lana e seta per ciascun punto del disegno, come se ogni nodo fosse la singola tocco di colore.
La collezione Meteo presenta tre modelli con tre disegni differenti, disponibili ognuno in diverse varianti di colore: Halo, Mirage e Tumulte. La nuova collaborazione con la designer francese Inga Sempé segna un altro passo nello sviluppo delle collezioni contemporanee del marchio Golran.

 

Indice della visione innovativa ed avanguardistica dell’azienda Golran sono i tappeti della collezione Paralleli disegnati da Dimorestudio, presentati all’ultimo Salone e ora rilanciati a Maison & Objet Parigi. Fili di metallo danno vita a disegni unici minuziosamente disposti secondo l’antica tecnica caucasica utilizzata dei tappeti sumak.

Emiliano Salci e Britt Moran sono i padri di Paralleli, in cui l’osmosi tra Design, nell’Arte e Moda che sta alla base della filosofia che ha consentito, nel 2003 la fondazione di Dimorestudio, emerge in tutta la sua potenza. Qui oggetti dei Maestri del Design convivono con pezzi di recupero e ad altri “su misura” e convergono alchimie emotive fatte di sbagli, recuperi, invenzioni, valorizzazioni di stampe, luci, laccature e ossidature dando vita ad un’estetica senza censure dove ogni elemento selezionato ha energia e cittadinanza espressiva, come membra di un unico corpo.

Non solo visioni contemporanee, per Golran la tutela del patrimonio del tappeto classico è involabile. Così, inamovibili, si ergono la collezione Classic e Antichi; la prima è una collezione di tappeti risalenti alla metà del ‘900 fino ad oggi come simbolo delle vette culturale e dell’arte orientale soprattutto persiana. La seconda derivante dalla consolidata rete d’esperti nei più importanti Mercati e Case d’Asta che Golran ha raccolto per dar vita ad una collezione di preziosi tappeti antichi frutto della selezione di manufatti pregiati attribuibili dall’800 ai primi del’900 e provenienti dai famosi maestri tessitori, quale massima espressione del tappeto orientale ed europeo.

Con i loro decori e motivi i tappeti Golran diventano esempi eccellenti di un patrimonio storico e raccontano di tradizioni.

Per Golran ogni singolo tappeto, lavorato a mano con tecnica magistrale, deriva dalla sinergia tra artigianato e design, per arrivare negli atelier come quello di Virginio La Rocca, negli studi di architetti e nelle dimore dei privati pregno di emozione, passione e storia.

Ogni tappeto è il risultato di un lavoro e di un know how collettivo alla cui base giacciono tradizione, professionalità, passione e ricerca, valori fondamentali per Golran.

Camminare su un tappeto Golran significa quindi intraprendere in pellegrinaggio emozionante tra valori umani e tradizioni artistiche di popoli lontani, cultura, competenza, esperienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Silvia Tramatzu