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Livio De Simone. L’ontologia del colore scritta sul tessuto

Un’overdose di raggi densi di colore ipnotizza lo sguardo, mentre geometrie concentriche s’impossessano della caleidoscopica atmosfera. Tutto è saturo ed abbagliante. In un volteggiare di forme e tessuto si compone la sinfonia d’arredamento targata Livio de Simone.

Nato a Napoli nel 1920, Livio De Simone era destinato a diventare un avvocato, ma l’incontenibile gene creativo, come i suoi vulcanici colori, non poteva essere contenuto e così decise presto di trasferire la perfezione ed il metodo professionale nelle leggi, le sue leggi, quelle che governano le stampe ed i tessuti, gli accostamenti di colore e le simmetrie che lo hanno reso protagonista pret à porter italiano.

Con l’euforia dei fanciulli che dai colori creano universi, Livio De Simone, nel regno dei tessuti della sua masseria di Chiaiano, comincia a ideare, sistematizzare, incidere le sue regole di stampa e con esse la sua impronta inconfondibile su ogni tessuto.

Rime di colori che si perdono in orizzonti di lino bianco costituiscono le fondamenta della poetica di Livio De Simone che ha rivoluzionato il concetto di boutique conferendo stile ed eleganza allo sport e facendosi pioniere del casual sporty chic tra gli anni Cinquanta fino ai Settanta.

Con i suoi bouquet cromatici e gli accostamenti sartoriali ha fondato un impero che prospera ancora dopo la sua morte nel 1995 per mano dei suoi eredi che hanno espanso l’opera al mondo dell’arredamento e degli accessori.

Padre assoluto delle collezioni Home negli anni Settanta, Livio De Simone ha potuto realizzare il suo progetto d’interior design grazie a sua figlia e suo genero, Andrea Musella, managing director dell’azienda, nel 2008. Insieme ad un giovanissimo e talentuoso architetto, Giuliano Andrea Dell’Uva, hanno sviluppato un’intera  home collection, tessuti , ceramiche, copriletti, teli da bagno, cuscini, intraprendendo, sulle orme del padre, un percorso di sperimentazione che mai si arresterà su fibre e colori.

Gli abiti sono tele su cui intervenire. Per le sperimentazioni tonali, Livio de Simone ricorre a metodi legati alla tradizione da cui scaturiscono scoperte innovative.
Stende il tessuto su lunghi tavoli per agevolare il getto di “pennellate” continue ed interviene a mano libera.

Eccentrico quanto metodico, Livio De Simone non si è mai omologato ai diktat imperanti della colorazione dei tessuti, ma ha sempre trattato le sue “tele” come vere e proprie creazioni di design. Impressionista per l’attrazione e la preponderanza del colore, espressionista e seguace della Bauhaus per le scomposizioni geometriche, Livio ha cominciato, ispirato degli elementi della sua caldissima terra, lasciando alcuni polli camminare su una pezza di cotone imbrattata con del colorante.

Dagli animali da cortile alle prime collaborazioni di De Simone con la Boutique La Parisienne di Capri e con quella Wassermann di Ischia il passo è stato breve. Ammirato ed osannato da famose star dello spettacolo come Lana Turner, Lucia Bosè, Elsa Martinelli, Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Jacqueline Onassis, Livio De Simone si è fatto strada nel mondo della moda a livello internazionale. Una strada che si moltiplica e si dirama fino a noi, in ogni suo tessuto ricco di linee e steli di fiori scomposti.
Partner di Emilio Pucci con il quale, nel 1951 ideò la prima sfilata collettiva di moda nel parco del Quisisana, di Emilio Schuberth e Fausto Sarli, Livio De Simone è da sempre sinonimo di anticonformismo e freschezza. Nei suoi tessuti i bagliori del mare si dipanano nelle sfumature dei modelli, intitolati con nomi quali “giro dell’isola: Cala del Rio, grotta Verde, grotta di Mastromania, Damecuta…”

E fu proprio questa verve anticonformista a segnare l’esordio del suo impero di tessuti. Era il 1952 quando l’estro De Simone cominciò a sorgere, fino all’alba della fondazione, nel 1956 della sua azienda e l’esordio al grande pubblico due anni dopo in un trionfo di colori nella passerella allestita presso la “Sala Bianca” di Palazzo Pitti a Firenze.

“Tutti i colori possibili!”

Lo slogan Livio De Simone, congiuntamente alla tecnica di stampa a mano libera, cristallizza come in una molecola pronta ad esplodere in mille pigmenti di colore, la filosofia che muove l’azienda di tessuti dove la ricerca costante e l’evoluzione continua si traducono nei pattern e nelle sperimentazioni avanguardistiche nel campo del design tessile.

Tellurico, gravido di sensazioni sinestetiche trasmesse dal codice colore, ogni tessuto Livio de Simone conserva la potenza e l’intensità dei raggi dell’antica Napoli. Raggi che scorrono come vene nel tessuto e trasportano sensazioni bollenti, capaci di colonizzare l’anima di ogni ambiente e capitalizzare l’attenzione, come una calamita, di chi s’imbatte nei pezzi d’arte mobile che sono gli accessori moda nati dai tessuti Livio De Simone.

Tutti i tessuti, le gonne, camicie, i pantaloni capri, e i caftani sono fotogrammi di un film di ricordi passati e futuri che rimandano all’isola del sole, l’isola di Capri, fin dagli anni ’60 e ‘70 fonte d’ispirazione per l’evento “Moda Mare Capri”. Ed è proprio dalla Capri vip degli anni ’50 e dalle sue botteghe artigianali, con le quali avvierà collaborazioni, che il regno del tessuto e del colore De Simone è nato.

Ogni tessuto Livio De Simone si caratterizza per sinuose e regolari forme, tratti di una mano che rende omaggio all’universo del Movimento Moderno, unico perché dipinto a mano libera, con coloranti ad acqua, con sistema pittorico di stampa artigianale che rende i colori particolarmente brillanti. Gli stessi colori che l’azienda, oggi guidata dalla degna erede Benedetta de Simone Rossi, figlia di Livio e responsabile creativa del brand, caratterizzano la collezione home, un tripudio di suggestioni e colori mediterranei che attirano architetti e designer di tutto il mondo per l’arredamento .

Quadrati, cerchi concentrici, linee spezzate o sinusoidi si dipanano come dita che accarezzano la stoffa in un corollario cromatico cangiante e monocromo.

Come schizzi su un quaderno bianco, ogni traccia di De Simone plasma l’esplosione delle idee ed il disordine organizzato della materia. In un refrain tonale ed eccentrico il paisley, la riga, il rombo, De Simone si specchia. Ogni tessuto racconta di sé tramite evocazioni dell’Astrattismo e colori che si fanno significanti di un messaggio già codificato: il giallo dei limoni della costiera amalfitana, il verde dei cactus sotto l’ardere del sole, il blu delle nuances del mar Tirreno, il bianco fresco del lino s’abbracciano in una danza gioiosa che diventa un inno al Mediterraneo.

Irrazionale come il mare, ma sistematico come le leggi che governano l’universo, impulsivo e contraddittorio come la sua terra, Livio De Simone ha coniato il sistema di stampa 55 anni fa ancora oggi in uso alla Bricco Srl per la creazione di tessuti per arredamento nel rispetto per la tradizione del migliore artigianato italiano.

Livio de Simone è molto più di un brand di tessuti e arredamento, è storia della moda e del design sempre contemporaneo.

L’intramontabile moderno di un textile design sospeso in un ibrido superiore, in un linguaggio metaforico e sempre unico perché customizzato. Un caposaldo Livio De Simone che lo accomuna all’imprenditorialità di Virginio La Rocca che ne ha celebrato lo splendore in ogni pezzo d’arredamento ottenuto dall’accostamento del tessuto. Un Made in Italy che trova espressione nella collaborazione tra designer, architetti ed esperti come Virginio La Rocca, alla costante ricerca di inediti espressivi e nuove esperienze visive e tattili di tessuti di ultima generazione da vivere, abitare ed indossare frutto anche della collaborazione con giovani artisti, designer, pittori che generano opere immerse nell’oggi con uno sguardo rinnovato verso la tradizione.

Oggi l’azienda Livio De Simone produce ogni suo tessuto grazie alle mani delle stesse persone che lavorano immerse nel fervore degli stessi ambienti con le stesse attrezzature di 60 anni fa e mentre la tecnologia ha permesso di migliorare la resa del tessuto al tatto, la resistenza e la versatilità, i supporti naturali di produzione rimangono inalterati, in un arcobaleno capace di trasportare lo sguardo e l’immaginazione oltre il colore, “over the rainbow”.

Silvia Tramatzu